09/01/2026
In autunno le colline del Carso si accendono di sfumature rosse spettacolari. Una leggenda popolare racconta che questo colore sia il sangue dei caduti della Prima Guerra Mondiale. La realtà, però, è meno drammatica e molto più affascinante: il protagonista di questo scenario è una pianta antica e quasi dimenticata, il sommacco.
Mai sentito parlare di lui? È arrivato il momento di rimediare.

Il sommacco (Rhus coriaria) è una pianta appartenente alla famiglia delle Anacardiaceae. Si presenta come un arbusto dalla chioma tondeggiante, con foglie lunghe fino a 20 cm, ricoperte da una sottile peluria.
In autunno le sue foglie si tingono di arancio e rosso intenso, regalando paesaggi mozzafiato, prima di cadere completamente. La fioritura avviene tra maggio e agosto, mentre i frutti – carnosi, fibrosi e di colore rosso-bruno – non sono commestibili se consumati freschi, poiché risultano velenosi.
Il sommacco era già conosciuto da Greci ed Egizi, che lo utilizzavano come mordente naturale per la tintura dei tessuti. Nel corso dei secoli il suo impiego si è esteso alla concia delle pelli, alla medicina tradizionale e alla cucina.
Tra il IX e l’XI secolo, furono gli Arabi a introdurlo in Sicilia, dove la sua coltivazione divenne così importante da trasformare questo arbusto spontaneo in una vera risorsa economica.
Nell’Ottocento, con l’arrivo della produzione industriale, il sommacco siciliano raggiunse livelli qualitativi elevatissimi, tanto da essere esportato in Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti. La sua richiesta era seconda solo a quella del grano.
Con l’avvento dei prodotti chimici per la concia e la tintura, però, il sommacco perse progressivamente importanza… fino quasi a scomparire dalla memoria collettiva
Tradizionalmente, foglie e corteccia venivano utilizzate per la concia vegetale di pelle e cuoio, in particolare per i rinomati cuoi marocchini e cordovani.
· Le foglie servivano per ottenere tonalità di rosso
· Dal legno si ricavavano colori che andavano dal verde all’azzurro
Il legno, duro e compatto, con venature gialle e verdi, era molto apprezzato da ebanisti e liutai, soprattutto per la realizzazione di pipe.
Ancora oggi, in alcune aree del Medio Oriente, si parla di abiti “color sumac”: una tonalità di rosso tendente al porpora e al marrone, ottenuta dalle bacche.
Il sommacco vanta anche una lunga tradizione nella medicina antica.
· Dioscoride, medico e botanico dell’epoca romana, ne riconosceva le proprietà astringenti e antinfiammatorie
· Mesue, medico arabo-siro (VIII-IX secolo), ne consigliava l’uso alimentare per favorire il benessere intestinale
Le popolazioni del Medio Oriente utilizzavano polveri ottenute da foglie o frutti per trattare febbre, disturbi intestinali ed epatici, e per aiutare a controllare grassi e glucosio nel sangue.
Oggi la spezia conserva molte di queste proprietà, ma prima di un utilizzo medicinale è sempre fondamentale consultare il medico.

La spezia di sommacco si ottiene dalle bacche mature, raccolte nella stagione calda, essiccate e poi finemente macinate. Il risultato è una polvere dal colore rosso porporino e dal sapore agrumato e leggermente aspro, che ricorda il limone.
In cucina è estremamente versatile:
· perfetta con pesce
· ottima con legumi, humus e zuppe
· ideale per marinare carni bianche
· utilizzata per insaporire alcuni tipi di kebab
· ingrediente base dello za’atar, insieme a timo e semi di sesamo
Nella cucina mediorientale viene spesso aggiunta a yogurt, insalate e riso.
Due consigli fondamentali:
1. usarne piccole quantità
2. aggiungerla a fine cottura, perché il calore eccessivo la rende amara
Non tutte le piante di sommacco sono commestibili.
L’unica varietà adatta all’uso alimentare è la Rhus coriaria.
Le altre, come per esempio:
· Rhus typhina (sommacco americano)
· Rhus cotinus (scotano o albero della nebbia)
sono ornamentali o tintorie, ma non commestibili.
Oltre a essere utile all’uomo, il sommacco è anche una pianta ecologica:
· le sue radici profonde aiutano a prevenire l’erosione del suolo
· è una pianta mellifera, preziosa per api e insetti impollinatori
Un piccolo alleato naturale per la tutela del territorio.
Un tempo i contadini usavano inserire le foglie di sommacco nelle scarpe per assorbire il sudore ed eliminare i cattivi odori. Naturale, semplice ed efficace.
Il sommacco non è solo una spezia o una pianta ornamentale: è un frammento di storia, cultura e natura che merita di essere riscoperto.
Proprio come dicevamo all’inizio: un vero tesoro dimenticato.